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Come comunicare un progetto di rigenerazione urbana: il caso del Parco della Rinascita a Bari

Anteprima social dell'articolo: Come comunicare un progetto di rigenerazione urbana: il caso del Parco della Rinascita a Bari

di Giovanni Ventrelli, Head of Marketing and Research, R.P. Consulting

Fra il 1935 e il 1985 lo stabilimento Fibronit ha prodotto manufatti in cemento-amianto dentro Bari. Per decenni, in città, quei suoli sono stati “la fabbrica della morte”. Le stime ufficiali parlano di oltre 700 vittime dirette e indirette e di oltre 40.000 abitanti esposti nei quartieri Japigia, Madonnella e San Pasquale. Nel 2001 l’area entra fra i siti inquinati di interesse nazionale, con il decreto del Ministero dell’Ambiente del 18 settembre, n. 468. Su quello stesso suolo oggi si costruisce un parco pubblico di 15 ettari: il più grande intervento di rigenerazione urbana della città.

Chi deve occuparsi della comunicazione di un progetto di rigenerazione urbana come questo ha davanti un problema che nessun piano editoriale risolve da solo. La notizia da dare è buona: nasce un parco. Ma il luogo di cui parla è lo stesso in cui molte famiglie hanno perso qualcuno, e chi ascolta tiene insieme le due cose nello stesso momento. Non è un pubblico da informare: è una comunità a cui si sta chiedendo di cambiare la percezione di un posto che le ha fatto male.

Racconto come l’abbiamo affrontato e perché abbiamo deciso di dar vita al format “Voci della Rinascita”: un percorso di cittadinanza partecipata per raccontare passo dopo passo il cantiere del nuovo Parco della Rinascita. Per il raggruppamento di imprese che realizza l’opera (Cobar Spa, de Grecis Cos.e.ma. Verde e la piemontese Giustiniana) curiamo le attività di comunicazione e informazione legate ai lavori: naming e identità visiva del format, digital strategy e canali social dedicati, produzione video e incontri live aperti al pubblico. L’ufficio stampa lo svolgiamo in partnership con Virgolacom.

Un cantiere su una ferita aperta della città

Il parco nasce nel quartiere Japigia e funziona come connettore verde fra Japigia, Madonnella e San Pasquale: gli stessi quartieri che per decenni hanno convissuto con quella fabbrica.

La comunicazione di una bonifica ambientale parte da qui, e qui è diversa da qualunque altro cantiere. Il pubblico non è neutro: ci sono famiglie che hanno perso qualcuno, un comitato cittadino che ha condotto una battaglia lunga anni, associazioni di familiari delle vittime dell’amianto, un’amministrazione che quel percorso lo ha ereditato.

In una situazione così, il rischio non è passare inosservati. È il contrario. Ogni parola entusiasta sul verde e sullo sport, detta al momento sbagliato, suona come se qualcuno stesse chiedendo alla città di voltare pagina in fretta. Nel documento con cui abbiamo impostato la strategia, a dicembre 2025, l’ex Fibronit è descritta con due parole che abbiamo tenuto per tutto il progetto: “una ferita aperta”.

Il committente, quindi, non ci ha chiesto di annunciare un parco. Ci ha chiesto di accompagnare una città dentro un cambio di significato di un luogo, mentre i lavori erano ancora in corso.

Dal 1935 della fabbrica Fibronit al percorso di comunicazione del 2026, la cronologia dell'area ex Fibronit a Bari: bonifica, inedificabilità  e nascita del parco.
Dalla fabbrica al parco: la cronologia dell’area ex Fibronit, dalla produzione di cemento-amianto alla battaglia per l’inedificabilità , alla bonifica, al cantiere del Parco della Rinascita e al percorso di comunicazione “Voci della Rinascita”. Fonti: Bollettino Ufficiale della Regione Puglia e delibere regionali e comunali, comunicati ufficiali del Comune di Bari, piano media relations del progetto, cronaca locale.

Il metodo: partire dalla memoria, non dal progetto

La decisione più importante l’abbiamo presa prima ancora di cominciare a lavorare al progetto, e ha determinato tutto il resto: il racconto non parte dal cantiere, parte dalla storia.

È una scelta che costa. Chi comunica un’opera pubblica ha addosso la pressione di mostrare l’avanzamento, il render, la data di consegna. Partire dalla memoria significa dedicare il primo appuntamento pubblico, quello che di solito serve a lanciare, a un tema che non contiene nessuna buona notizia: cosa è stata la Fibronit per Bari.

L’obiettivo dichiarato nella nostra strategia è un attraversamento collettivo dalla paura alla fiducia, senza cancellare il passato. Da lì discendono i quattro pilastri narrativi su cui abbiamo costruito i contenuti: storia e memoria, natura e biodiversità, sport e divertimento, spazi pubblici. In quest’ordine, non a caso. Sport e spazi pubblici sono argomenti facili e li abbiamo inseriti nelle fasi successive, quando il racconto si guadagna il diritto di usarli.

In un luogo con una storia dolorosa la credibilità si misura su quanto spazio si dedica a ciò che è successo, prima di parlare del presente.

Dare voce a chi ha combattuto contro “la fabbrica della morte”

Il percorso è cominciato dall’ascolto. Il Comitato Cittadino Fibronit e l’associazione dei familiari delle vittime dell’amianto di Bari non sono stati chiamati a percorso già scritto, per validarlo dal palco: sono stati ascoltati mentre il format prendeva forma, e la forma che ha preso dipende anche da quelle conversazioni. È la ragione per cui il primo appuntamento pubblico parla della fabbrica e non del parco. Nulla, in questo percorso, è stato calato dall’alto.

Al primo dei quattro incontri pubblici del format, allo stesso tavolo, c’erano il sindaco di Bari, il segretario nazionale della SIGEA Salvatore Valletta e Lillo Mendola per l’associazione dei familiari delle vittime dell’amianto. Al terzo, dentro il cantiere, c’era anche Nicola Brescia, che ha guidato per anni il comitato cittadino Fibronit, combattendo una battaglia per la salute pubblica. Quel terzo incontro è stato dedicato alla memoria di Maria Maugeri, già consigliera e assessora comunale impegnata sui temi ambientali e sulla bonifica dell’ex Fibronit, a cui è intitolato l’anfiteatro del parco: presenti anche il marito Michele Buono e la figlia Paola Buono.

Tre tappe su quattro si sono già svolte, con quel cast, e la cronaca locale le ha raccontate e documentate. Su questo terreno lavoriamo dal 2011 con il metodo Mass Group, la nostra metodologia di ricerca partecipata, e ci torneremo parlando di come coinvolgere i cittadini nelle decisioni pubbliche.

L’architettura del format: quattro incontri pubblici nei luoghi simbolo della città

“Voci della Rinascita” è una serie di quattro video podcast registrati dal vivo. A moderare tutte le tappe non c’è l’impresa e non c’è l’agenzia, c’è un giornalista indipendente: Antonio Procacci, vicedirettore di TgNorba. Il percorso ha ottenuto il patrocinio del Comune di Bari e del Politecnico di Bari.

Raccontare un cantiere alla città con eventi dal vivo, invece che con soli contenuti online, è una scelta. In una sala, davanti a un pubblico e alla stampa, quello che si dice resta agli atti, e al tavolo siedono anche persone che non hanno nessun obbligo di essere d’accordo con chi le ha invitate. Era il senso dell’operazione: se il tema è la fiducia, un percorso costruito solo su contenuti controllati non serve a niente.

Anche i luoghi contano: ogni tappa si tiene dove sta il pezzo di storia che racconta, prima il Comune di Bari, poi il Politecnico, poi il cantiere. Il patrocinio è la condizione che permette di aprire quelle porte, non un logo in coda alla locandina.

Le quattro tappe

#TitoloData e luogoChi c’era
1Storia della Rinascita4 maggio 2026, Sala consiliare del Comune di BariIl sindaco Vito Leccese, l’ex sindaco Michele Emiliano, Domenico Barozzi per Cobar Spa, Giuseppe de Grecis per de Grecis Cos.e.ma. Verde, il segretario nazionale SIGEA Salvatore Valletta, Lillo Mendola per l’associazione dei familiari delle vittime dell’amianto
2Fondamenta della Rinascita13 maggio 2026, BINP del Politecnico di BariL’assessore comunale Domenico Scaramuzzi, la professoressa Angela Barbanente, l’ex assessore comunale Ludovico Abbaticchio, il project manager di Cobar Spa Pasquale Loiudice, i progettisti Michele Fuzio, Laura Rubino e Aldo Falcone, l’agronomo capo di de Grecis Oscar Carofiglio
3Il cuore della Rinascita30 luglio 2026, dentro il cantiere del parcoIl presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, il sindaco Vito Leccese, l’assessora comunale Elda Perlino, la presidente del Municipio I Annamaria Ferretti, Nicola Brescia del Comitato Cittadino Fibronit, il regista Gabriele Armenise; il tributo a Maria Maugeri affidato al marito Michele Buono e alla figlia Paola
4La festa della RinascitaIn coincidenza con la consegna del parco alla città, data da definireDa definire
Le quattro tappe del format si tengono nei luoghi della storia che raccontano: Comune, Politecnico, cantiere.
Le quattro tappe di “Voci della Rinascita”, con data, luogo e presenze principali. Tre realizzate fra maggio e luglio 2026; la quarta è legata alla consegna del parco alla città, la cui data non è ancora fissata.

La digital strategy: quattro format ricorrenti sui canali propri

Il video podcast ha tre canali propri: Instagram, Facebook per short clip e YouTube e Spotify per le puntate intere.

I canali non sono nati con un piano editoriale generico. Prima di aprirli abbiamo scritto una digital strategy dedicata, che traduce i quattro pilastri narrativi in altrettanti format ricorrenti: ognuno ha un compito preciso e un formato fisso, in modo che il racconto resti riconoscibile anche fuori dagli eventi.

FormatCosa produceChe lavoro fa
Walk&Talk, il parco in evoluzioneVideo-sopralluogo in cantiere: un protagonista cammina e racconta, con render e contenuti generati in AI a mostrare cosa diventerà l’area inquadrataFa vedere il parco futuro dentro il cantiere presente, con la voce di chi lo costruisce
Vox PopuliInterviste veloci ai passanti a Japigia e in giro per BariMette nel racconto la voce del quartiere, non solo quella di imprese e istituzioni
Numeri della RinascitaCaroselli grafici sui temi verde e biodiversità, sport e aree sportive, cultura e socialitàTraduce i dati tecnici di progetto in informazioni leggibili da chiunque
Q&AGrafiche che rispondono ai dubbi ricorrenti sul cantiere e sulla sicurezza dell’areaVa incontro alle obiezioni invece di aspettarle nei commenti

Le puntate del Walk&Talk realizzate finora hanno per protagonisti Pasquale Loiudice, ingegnere e project manager di Cobar Spa, e Oscar Carofiglio, responsabile delle aree a verde di de Grecis: sono loro a camminare nel cantiere e a spiegare, l’uno come si gestisce un cantiere di questa complessità, l’altro come si crea un parco dove prima non c’era.

Il format più esposto è il Q&A, e non per caso. Su un sito bonificato le domande dei cittadini arrivano comunque (“è davvero sicuro andarci?”, “quando finiscono i lavori?”), e la strategia prevede di anticiparle con una risposta pubblica, verificabile e ancorata a ciò che è stato fatto davvero sul suolo. È la stessa logica di esposizione degli incontri dal vivo, spostata sui social.

Una seconda scelta riguarda la distribuzione, e vale più di qualunque singolo contenuto. Per la maggior parte dei format la strategia assegna un canale capofila e uno o più co-autori fra i profili del raggruppamento: lo stesso video esce in collaborazione fra le pagine di Cobar Spa, di de Grecis e di “Voci della Rinascita”. Un canale nuovo non ha pubblico, e appoggiare i contenuti a fanbase già costituite è il modo per farlo esistere nei primi mesi.

Il lavoro lo esegue il team multidisciplinare interno all’agenzia, dalla regia alla fotografia, dal copy ai social.

I risultati misurabili: rassegna stampa e canali propri

Di questo progetto possiamo documentare già diversi risultati, pur non essendo ancora terminato. Appartengono a due finestre temporali diverse e vanno pertanto tenuti separati.

La rassegna stampa. Fra il 24 aprile e il 15 maggio 2026 il percorso ha generato 24 uscite giornalistiche su 15 testate, distribuite su tre canali presidiati (web, carta stampata e televisione), per una stima di circa 1,15 milioni di contatti potenziali; il picco è il 5 maggio, con sei uscite in un giorno, il giorno dopo la prima tappa. Il monitoraggio della terza tappa, dal 21 luglio al 1 agosto, registra altre 12 uscite su 7 testate: una copertura più stretta, coerente con un incontro che per ragioni di sicurezza era aperto alla stampa ma non al pubblico. Dentro quella copertura il presidente della Regione Puglia ha definito il parco “una best practice in tutto il mondo”: una dichiarazione che nasce dall’essere stato portato dentro il cantiere, non da un comunicato.

La televisione genera circa 560.000 contatti stimati con 3 uscite, il web circa 142.000 con 15 uscite.
Uscite giornalistiche e contatti potenziali stimati per canale, dal 24 aprile al 15 maggio 2026. Base: 24 uscite su 15 testate. Fonte: rassegna stampa consuntiva del progetto. Nota metodologica riportata dalla fonte: stima prudenziale dei contatti potenziali; TV sugli ascolti medi dei telegiornali regionali; carta sul numero medio di lettori per copia applicato alla diffusione; online su stima di utenti unici o visualizzazioni per articolo. I dati non sono additivi rispetto ai singoli individui, perché sono possibili sovrapposizioni di pubblico, e rappresentano un’indicazione dell’esposizione complessiva generata.

I canali propri, dal 7 aprile al 3 giugno 2026. I canali del format sono nati il 7 aprile 2026, quindi questi sono i numeri dei primi due mesi di vita, non di un profilo consolidato. Instagram ha prodotto 78.036 visualizzazioni e 1.904 interazioni, con un engagement rate del 2,4% calcolato dalla fonte come rapporto fra le due grandezze. Facebook ha prodotto 17.813 visualizzazioni, 1.854 visite al profilo e 110 nuovi follower. Parliamo di dati completamente organici.

Instagram raggiunge 78.036 visualizzazioni contro le 17.813 di Facebook nei primi due mesi dei canali.
Visualizzazioni dei canali propri di “Voci della Rinascita” nei primi due mesi, dal 7 aprile al 3 giugno 2026, periodo diverso da quello della rassegna stampa. Dati organici. L’engagement rate di Instagram è calcolato dalla fonte come rapporto fra 1.904 interazioni e 78.036 visualizzazioni. Fonte: report social del progetto.

Domande e risposte per chi deve comunicare un’opera che trasforma un luogo

Da dove si comincia a raccontare un’opera che ha una storia dolorosa alle spalle?

Dalla memoria, non dal progetto. Nel nostro caso il racconto si fonda su quattro pilastri (storia e memoria, natura e biodiversità, sport e divertimento, spazi pubblici) e il primo appuntamento pubblico è stato dedicato interamente alla storia della fabbrica.

Chi deve avere voce nel racconto, oltre alle istituzioni?

Comitati, associazioni e attivisti vanno ascoltati prima di costruire il percorso, non invitati a percorso già deciso. Nel nostro caso il Comitato Cittadino Fibronit e l’associazione Familiari vittime amianto Bari sono stati i nostri interlocutori principali mentre il format prendeva forma: nella prima puntata erano presenti il segretario nazionale SIGEA Salvatore Valletta in veste di rappresentante del Comitato Cittadino Fibronit e Lillo Mendola, Presidente dell’associazione Familiari vittime amianto Bari. Nella terza puntata era presente Nicola Brescia, il Presidente del Comitato Cittadino Fibronit. Se quelle voci non ci sono, il percorso assume i caratteri di una classica comunicazione corporate e istituzionale.

Bastano i canali social o serve anche altro?

Servono insieme. Eventi dal vivo, ufficio stampa e canali propri fanno tre lavori diversi: il primo costruisce fiducia con chi è nella stanza, il secondo porta il racconto a chi non c’era, il terzo lo tiene disponibile nel tempo. Sui canali propri però serve una digital strategy scritta prima dell’apertura: nel nostro caso quattro format ricorrenti e la co-pubblicazione con i profili delle imprese, altrimenti un profilo nuovo resta senza pubblico per mesi.

Quanto dura un percorso di comunicazione come questo?

Il progetto nasce nei documenti strategici di dicembre 2025, arriva alla terza tappa a fine luglio 2026 ed è ancora in corso: la quarta tappa è legata alla consegna del parco alla città, che avverrà nel prossimo autunno. Un format agganciato a un cantiere segue i tempi del cantiere.

Cosa portiamo a chi deve comunicare un progetto simile

Qui sotto c’è quello che di questo lavoro resta utile anche a chi non ci chiamerà mai.

In un luogo ferito il primo contenuto pubblico parla del passato. Saltare questo passaggio fondamentale significa giocarsi la credibilità di tutti gli step successivi.

Chi ha combattuto contro quel luogo va invitato con un ruolo vero, importante e narrativo, e va ascoltato prima che il percorso sia deciso: se lo si chiama solo a cose fatte, il ruolo diventa una comparsa e si vede.

Su un sito bonificato la reputazione di chi comunica dipende da come tratta anche i numeri innocui, come ad esempio quelli sugli alberi e non solo quelli sull’amianto.

I canali propri vanno progettati prima di essere aperti. Un profilo nuovo senza format ricorrenti e senza un accordo di co-pubblicazione con chi il pubblico ce l’ha già resta muto per mesi, e nel frattempo il racconto lo fanno altri.

Questo progetto è stato prodotto da R.P. Consulting. Se avete davanti un’opera che tocca una comunità, qui c’è il servizio di comunicazione istituzionale di R.P. Consulting e qui la case history del Parco della Rinascita per Cobar Spa. Le regole che valgono anche fuori da questo caso stanno nella guida alla comunicazione istituzionale per enti pubblici, e un altro modo di aprire un cantiere alla città lo abbiamo raccontato parlando di comunicazione per un’associazione di categoria.


Giovanni Ventrelli è Head of Marketing and Research di R.P. Consulting, dove lavora dal 2002. È co-ideatore del metodo Mass Group, la metodologia di ricerca partecipata dell’agenzia. È il producer del format “Voci della Rinascita”, il progetto raccontato in questo articolo.

LinkedIn: https://www.linkedin.com/in/giovanni-ventrelli-200bb124/

Contatto: g.ventrelli@studiorp.it

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